Liturgia latina e popolo (in Calabria)

Vorrei richiamare l’attenzione dei lettori su una questione, ancora oggi non del tutto risolta, e in passato (anni ’60) sollevata dal coltissimo Cardinale bolognese Giacomo Lercaro, il quale si era opposto all’obbligo di celebrare la messa in latino, sostenendo che il popolo, non conoscendo il latino, non poteva partecipare pienamente alle funzioni religiose. Per il pubblico non colto, infatti, il latino rappresentava una sorta di … Continua a leggere Liturgia latina e popolo (in Calabria)

L’universo poetico di Pippo Prestia

L’universo poetico di Pippo Prestia, come appare dalle sue due raccolte di liriche “La lumaricchia” del 1978 e “Palumbeja” del 1990, ora riunite nella silloge “Com’a ntisi v’a dissi! Poesie in vernacolo” (Vibo Valentia, Monteleone, 2013), prende le mosse dal racconto delle semplici cose, delle tradizioni, dei costumi e degli eventi come li sente e li vive l’animo popolare. Ma il suo canto si fa … Continua a leggere L’universo poetico di Pippo Prestia

Il dialetto una lingua da salvare

Si può senz’altro affermare che il dialetto o, meglio, i dialetti siano il risultato di un lento processo di trasformazione e di semplificazione del latino; non del latino letterario (o classico) parlato dalle classi colte, ma di quello parlato dal popolo e perciò detto rusticus o vulgaris: una lingua che si era diffusa in tutta la penisola in parallelo con l’espansione e la conquista di … Continua a leggere Il dialetto una lingua da salvare

La poesia di Rosetta Lombardi Comite

Al centro del mondo poetico di Rosetta Lombardi Comite e delle sue due raccolte di liriche “Gralimi, arrisi e…canti” del 1987 e “Non di pozzu cchiù” del 1990, c’è soprattutto l’amore per la propria terra, per i numerosi paesi calabresi, “trisori sparsi ‘nta terri sperduti”, “perli ammucchiati”, dove tutti si conoscono fin dalla nascita e tutti si ritrovano insieme nei momenti di gioia e in … Continua a leggere La poesia di Rosetta Lombardi Comite