“Ride la gazza, nera sugli aranci” di S. Quasimodo

“Forse è un segno vero della vita: intorno a me fanciulli con leggeri moti del capo danzano in un gioco di cadenze e di voci lungo il prato della chiesa. Pietà della sera, ombre riaccese sopra l’erba così verde, bellissime nel fuoco della luna! Memoria vi concede breve sonno; ora, destatevi: ecco, scroscia il pozzo per la prima marea. Questa è l’ora: non più mia, … Continua a leggere “Ride la gazza, nera sugli aranci” di S. Quasimodo

“Alle fronde dei salici” di S. Quasimodo

“E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, tra i morti abbandonati nelle piazze sull’erba dura di ghiaccio, al lamento d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese: oscillavano lievi al triste vento”. È affermazione diffusa che la poesia, per … Continua a leggere “Alle fronde dei salici” di S. Quasimodo

“Mattina” di G. Ungaretti

“M’illumino d’immenso” A proposito di questa brevissima lirica, sentite cosa ne scrive Benedetto Croce (B. Croce, “Letture di poeti”, Bari, Laterza, 1950, pp. 279-280): “Ci sono due versi, o piuttosto alcune sillabe, divenute quasi popolari in Italia (come “La vispa Teresa”) le quali campeggiano in un volume di versi, solitari e solenni, nel bel mezzo di una pagina bianca: “M’illumino d’immenso”. Molti, a quanto sembra, … Continua a leggere “Mattina” di G. Ungaretti

“Il Capitano” di Giuseppe Ungaretti

Al centro della travagliata esistenza di Giuseppe Ungaretti c’è la ricerca inquieta di una terra “promessa” e di un approdo a cui ancorare la sua condizione di “uomo di pena” e di “girovago”, sempre “pronto a tutte le partenze” e sempre in cerca di un “paese innocente” ove superare la sua angosciosa solitudine e “godere un solo minuto di vita iniziale”. Il suo peregrinare ha … Continua a leggere “Il Capitano” di Giuseppe Ungaretti

Breve riflessione sulla letteratura calabrese

C’è, ancor oggi, qualcuno che guarda alla Calabria come ad una terra non solo arretrata economicamente, ma anche povera culturalmente, priva di grandi uomini di cultura, di poeti, di scrittori e di artisti. Ma assai più grave è stato il fatto di avere privato per tanti anni i giovani delle nostre scuole medie superiori della possibilità di conoscere la storia della nostra splendida civiltà letteraria; … Continua a leggere Breve riflessione sulla letteratura calabrese