In memoria del preside Pasquale D’Agostino (1935-2016)

Ogni anno, quando si avvicina il 13 giugno, sento dentro di me, incoercibile, il dovere di rendere onore ad un grande intellettuale, ad un amico e ad un maestro. Ci siamo conosciuti a Messina, negli anni ’59/60; io ero iscritto nella facoltà di lettere, mentre Pasquale era al terzo anno di corso nel Magistero e frequentava le lezioni di Galvano Della Volpe e di Lucio Colletti, col quale farà la tesi di laurea su “L’Estetica di Hegel”.

Ricordo con commozione ed affetto l’anno scolastico ’62/63 presso la Scuola di Avviamento di Petilia Policastro. Per insegnare, bastava allora la semplice iscrizione all’Università; io ero al quarto anno del corso di laurea in Lettere.

Fu così che Pasquale, il quale già insegnava nella Scuola di Avviamento di Petilia, chiese a me e al nostro comune amico Pasquino Crupi (1940- 2013), di accettare le cattedre di materie letterarie resesi vacanti, rispettivamente nelle sedi di Petilia e di Mesoraca.

Accettammo subito; alcuni amici del luogo ci aiutarono a trovare una casetta che Pasquale, in poco tempo, provvide a riempire con centinaia di libri. Ogni volta, infatti, che da Spilinga (suo paese di origine) tornava a Petilia, portava due grosse valigie strapiene di testi di storia, di filosofia, di letteratura e di arte. Fu quello un anno meraviglioso; io e Pasquale insegnavamo a Petilia, mentre Pasquino ogni mattina si recava a Mesoraca presso la locale scuola media.

Mi sono rimasti nella memoria in particolare gli incontri e le frequentazioni con i fratelli Sestito, Mario (senatore) e Raffaele (medico), ma soprattutto ricordo le nostre discussioni, che si prolungavano fino a tarda notte, sulla letteratura, sulla poesia e sull’arte: discussioni animatissime e contrassegnate da un entusiasmo, da una curiosità e da una voglia di conoscenza irrefrenabili.

Ma penso anche agli anni ’68/70, quando il vento della ribellione e della contestazione si abbattè sul mondo della Scuola, sulle Istituzioni e sui costumi, alimentando speranze di radicali cambiamenti che purtroppo non si realizzarono: anni fantastici che videro, in modo particolare Pasquale, generosamente e disinteressatamente impegnato, da fine intellettuale quale egli era, in una coraggiosa battaglia in difesa dei grandi valori della libertà e della democrazia, contro ogni forma di autoritarismo, dentro e fuori della Scuola. E questo ha continuato a fare, prima come professore e poi da preside, fino agli ultimi giorni della sua vita.

Per me e per i suoi molti e cari amici se ne è andato troppo presto! Con Pasquale è venuto a mancare un pezzo importante della nostra vita. Con la sua morte abbiamo perduto, oltre ad un caro e fraterno amico, un saldo e sicuro punto di riferimento; ma il suo insegnamento resterà nella nostra mente e nel nostro cuore e ci aiuterà a superare ogni difficoltà e ogni ostacolo; e sono anche certo che ci guiderà ad affrontare con serenità e coraggio l’ormai “tanto picciola vigilia / de’ nostri sensi, ch’è del rimanente” ( Dante, Inferno, XXVI, vv. 114-115).

3 pensieri su “In memoria del preside Pasquale D’Agostino (1935-2016)

  1. Le persone a noi care dovrebbero vivere in eterno perché è troppo triste e doloroso vederle andare. Dieci giorni fa ho perso il mio fratello più giovane di 15 anni ed è stato uno strazio. Anche una ingiustizia. Eravamo complementari.
    🌻

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...