La guerra tra Russia e Ucraina: ad un passo dal baratro

La guerra è sempre una tragedia per chi la fa (l’aggressore) e per chi vi si trova coinvolto e la subisce (l’aggredito). Essa è sempre un evento terribile che trasforma la vita dell’uomo e lascia uno strascico di odio e di risentimento difficilmente eliminabile in breve volgere di tempo.

Così è stato per le due disastrose guerre mondiali; così è stato per le sanguinose guerre nel Vietnam, in Iraq, in Afghanistan; così è stato per i conflitti, ugualmente sanguinosi, che hanno coinvolto e continuano a coinvolgere le martoriate popolazioni libanesi, siriane, palestinesi e molte altre…

Così è oggi per la guerra fratricida tra Ucraina e Russia: un “gioco” tragico di distruzione, di terrore e di morte, con migliaia di morti e di feriti, con città e villaggi rasi al suolo, con lo spettro della fame, dell’odio del fratello contro il fratello, col decadimento dell’uomo tornato ad essere “quello della pietra e della fionda”; una guerra insensata, a fronte di una tragedia sanitaria in atto (quella del Covid-19), aggravata da una pesante crisi economica, con una inflazione galoppante, col caro gasolio, caro bollette (di luce e di gas) e con una disoccupazione (soprattutto giovanile) allarmante e preoccupante sul piano politico e sociale.

E non finirà tutto qui, perché quando questa guerra sarà passata, resteranno gli effetti devastanti di tanta inutile strage, l’odio e il rancore ineliminabili, il ricordo di ferite difficilmente rimarginabili; bisognerà incominciare da capo, ricostruendo edifici pubblici, scuole, ospedali così come venire incontro ai disagi delle popolazioni.

Se questa è la guerra, quale giustificazione potrà esserci per la brutale aggressione, da parte della Russia, di uno Stato libero e sovrano come l’Ucraina, “colpevole” solo di rivendicare la propria autodeterminazione rispetto ad una sudditanza russa e ad un richiesto avvicinamento/ingresso alla Nato e all’Europa?

Certo, è questione di tempo, ma terminerà anche questa sporca guerra voluta da un dittatore megalomane per “punire” la sacrosanta aspirazione di un paese all’autonomia e alla libertà; tornerà anche il rito scontato del “tavolo”, attorno al quale si siederanno Russi e Ucraini per negoziare la pace e si potrà finalmente tornare a dormire senza il terrore del rombo degli aerei o del fragore delle bombe lanciate dai missili “intelligenti” e da altri sofisticati strumenti di morte.

Ma chi potrà mai far dimenticare ai bambini il lugubre suono delle sirene di allarme, chi potrà mai dimenticare la paura e la disperazione stampate sui volti di milioni di ucraini, costretti, come topi, a trovar riparo nei rifugi ricavati nei sotterranei delle loro case? E allora, basta con la guerra! L’umanità non ha bisogno di morti e di pianto!

Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste frasi, ogni volta sistematicamente contraddette dalla realtà degli eventi; per cui, a volte, inclino a credere che la guerra sia davvero ineliminabile, almeno fino al giorno in cui ai pochi sopravvissuti di un inimmaginabile olocausto nucleare (ma allora sarà troppo tardi), non sarà neppure consentito di urlare forte: “mai più guerra”!

È questo che si vuole? Crediamo veramente che sia possibile e immaginabile un tale esito? Io non voglio assolutamente crederlo e mi auguro e spero che ciò non avvenga.

2 pensieri su “La guerra tra Russia e Ucraina: ad un passo dal baratro

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