Importanza dell’istruzione (a partire dall’Illuminismo)


Diffondere i “lumi” della ragione per trasformare la società; eliminare l’ignoranza, l’analfabetismo e ogni sorta di ingiusto privilegio; diffondere la cultura tra la gente: sono questi alcuni degli aspetti più interessanti dell’Illuminismo.

Nel corso del ‘700, come è noto, vengono realizzati notevoli progressi soprattutto nel campo dell’alfabetizzazione e della diffusione della istruzione. Questi progressi sono legati ad una serie di elementi: innanzitutto l’aumento del pubblico che sa e desidera leggere non più soltanto libri di devozione o d’intrattenimento, ma libri di ogni genere, riviste, giornali.

In secondo luogo vanno sottolineati i miglioramenti nella produzione della carta e del lavoro tipografico, l’ammodernamento della rete viaria e del servizio postale, e la disponibilità di uomini di cultura a “vendere” il proprio lavoro (a scrivere, cioè, libri a pagamento).

L’istruzione pubblica, fino ad allora monopolio dei Gesuiti, passa nel ‘700 sotto il controllo dello Stato il quale interviene con alcune importantissime riforme sia nel settore della istruzione primaria sia in quello della istruzione secondaria.

Vengono riformati i metodi di insegnamento e create nuove scuole, mentre si afferma una nuova sensibilità e un nuovo interesse per l’educazione dei bambini e gli adolescenti e si diffondono nuove idee pedagogiche, fra le quali, le più note, quelle esposte nell’Emilio di Rousseau.

Certo, non tutti sono favorevoli al nuovo corso; c’è anche, abbastanza diffusa, soprattutto nelle classi dominanti, l’idea che l’istruzione estesa alle classi popolari costituisca un pericolo per la stabilità sociale, per cui diventa più conveniente e sicuro lasciare le classi inferiori nello stato di ignoranza, non trascurando di elogiare il senso di solidarietà, la sincerità e l’ubbidienza dei poveri e degli analfabeti.

Tutto questo, oggi, farebbe semplicemente ridere, ma una volta era realtà. Per nostra fortuna le cose sono cambiate e ci si è resi finalmente conto che l’ignoranza non giova a nessuno; o, meglio, ha giovato e giova a quanti vogliono mantenere fermo il tempo della storia.

Non si esagera affermando che la nostra Calabria è rimasta per lungo tempo nell’abbandono e nell’arretratezza grazie anche all’ignoranza dei suoi abitanti. In un Sud di contadini ignoranti, di latifondo e di miseria, era sufficiente la presenza attiva del prete, dell’avvocato “azzeccagarbugli” o dell’agrario per controllare la situazione e fare restare tutto come prima.

Questa situazione è durata per molto tempo. Poi vennero tempi migliori; venne la scuola, venne l’istruzione e i contadini, a costo di notevoli sacrifici, mandarono i loro figli a scuola, e un’aria nuova cominciò a circolare nelle loro famiglie. L’istruzione dei figli dei contadini mise i vecchi nelle condizioni di non doversi più rivolgere al prete o al notabile per risolvere i propri problemi. La cultura rendeva liberi, rendeva i figli migliori dei padri, rompeva secoli di condizionamenti e millenari tabù escogitati dalle forze del potere per mantenere in piedi i loro anacronistici privilegi.

Ecco, e concludo, l’importanza della cultura e dell’istruzione ed ecco, anche, le ragioni storiche per le quali le classi dirigenti si sono sempre opposte (e continuano a farlo) ad una seria e rigorosa riforma dell’istruzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...