Vibo Valentia, Capitale italiana del libro per il 2021

Il visitatore che partendo dall’alto dell’antico Castello normanno-svevo, vigilante come falco, scende giù fiancheggiando la splendida Villa Gagliardi e il settecentesco Palazzo Di Francia e giunge nell’ampia Piazza di San Leoluca, davanti alla quale si staglia alto e maestoso  il grande Duomo (dove è custodito il Trittico rinascimentale di Antonello Gaggini), rimane incantato alla vista di tante bellezze.

Se poi il nostro visitatore sceglie l’itinerario alternativo e percorre la strada che dal Palazzo Capialbi, passando accanto al Palazzo Cordopatri e al Palazzo Romei, porta alla famosa “Scalinata; e se qui giunto, si ferma a guardare, viene all’improvviso colpito dalla visione spettacolare del Corso Vittorio Emanuele III, intersecato in tutta la sua lunghezza da numerose strade e stradine, tutte tra loro collegate e confluenti nelle antiche contrade (ne indico, per tutte, La Cerasarella, “I Forgiari” e “La Terravecchia”) che erano il cuore pulsante dell’antica Monteleone, una città ricca di storia, di arte e di cultura: di poeti (Vincenzo Ammirà, Enrico Murmura…); di storici (Vito Capialbi, Giovanbattista Marzano…); di eroi (Michele Morelli, Nazzareno Cremona…).

Una città, con i suoi numerosi Palazzi: i sopraricordati (Palazzo Di Francia, Palazzo Capialbi, Palazzo Cordopatri e Palazzo Romei) e ancora Palazzo D’Alcontres, Palazzo Marzano, Palazzo Gagliardi (oggi Palazzo Murmura) e Palazzo Froggio; con  i suoi monumenti civili (Ai caduti, a Michele Morelli) e religiosi (Monastero di Santa Chiara d’Assisi, Convento dei Cappuccini, Chiesa del Rosario, Chiesa del Carmine, Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Chiesa di San Giuseppe, Chiesa di Santa Maria la Nova); con le sue Associazioni culturali, i suoi Centri commerciali, le sue Biblioteche (Il Sistema bibliotecario vibonese, la Biblioteca Comunale, la Biblioteca dell’Archivio di Stato); il Museo archeologico statale Vito Capialbi (al cui interno è possibile ammirare la Laminetta orfica di Hipponion risalente al V sec. a. C.); con i suoi spazi verdi, i suoi giardini, i suoi parchi e aree archeologiche (Parco delle Rimembranze, Villa comunale, Tempio dorico di Persefone, Terme e domus romane di Vibonia, Mura greche).

Oggi, dopo tanti anni di sonno e di grave trascuratezza, Vibo sembra sollevarsi e respirare un’aria nuova. E ne è un primo significativo segnale il recente riconoscimento di “Vibo Valentia capitale del Libro 2021”, riconoscimento che è stato comunicato alla Sindaco della città dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

È questa un’occasione storica che non va assolutamente sciupata ma che deve essere gestita saggiamente attraverso una seria programmazione che costituisca la spinta propulsiva per una ripartenza che oggi, in tempo di Covid-19, è quanto mai benvenuta.

Per quanto mi riguarda (e penso di parlare anche a nome dell’Associazione “Dante Alighieri” della quale faccio parte) sono pronto a fare la mia parte. Mi auguro solo che, a partire da oggi, si faccia sul serio e si guardi soprattutto al futuro della nostra città per farle finalmente recuperare la fama e la gloria del suo splendido passato.

2 pensieri su “Vibo Valentia, Capitale italiana del libro per il 2021

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