Sul recupero delle tradizioni popolari

Sono ormai pochi e rari gli spettacoli di musiche, di canti e di danze, di feste e di momenti di aggregazione che richiamano alla memoria l’allegria, l’entusiasmo, la semplicità e la genuinità che caratterizzavano le tante cerimonie e manifestazioni del nostro passato.

Oggi tutto è cambiato, tutto è stravolto e nessuno, d’altra parte, potrebbe avere nostalgia di un passato che non conosce e, quindi, di figure e mestieri che il progresso tecnologico ha reso antiquati (l’arrotino, il fabbro ferraio, lo scalpellino, il conciapelle, il calzolaio, lo stagnino ed altri mestieri), o di eventi ed avvenimenti improponibili (le rumorose ed attesissime fiere di bestiame, l’uccisione di maiali per le strade, la “festosità” di alcune cerimonie formalmente e sostanzialmente barbare come quella dei “battienti”, dei “flagellanti” o le processioni di fedeli a piedi nudi o striscianti in ginocchio per terra).

Un ritorno al passato in questa prospettiva, sarebbe una pura follia. E tuttavia penso che si dovrà ancora studiare il passato con le sue tradizioni e i suoi riti, e non solo per coglierne gli aspetti più vivi e vitali, ma soprattutto per rintracciarne ed individuarne le linee di fondo e per accertare fino a che punto tali linee e tali tendenze abbiano ostacolato, frenato, ovvero incoraggiato e favorito la costruzione del presente.

Credo sia fondamentalmente questo il senso di un ritorno al passato e quindi della ripresa e del recupero di quelle tradizioni, le quali se ci aiutano a vivere meglio e se ci offrono gli strumenti per costruire un futuro migliore, non vedo perché non si debba fare di tutto per recuperarle.

Ben vengano quindi spettacoli e manifestazioni che arricchiscano e allietino la nostra mente e il nostro cuore, e che non potranno mai morire, come non potrà mai venir meno l’aspirazione alla felicità, alla libertà, alla giustizia e a tutti quei valori positivi senza dei quali la vita non avrebbe alcun senso.

Solo così inteso, lo studio delle tradizioni popolari potrà diventare uno strumento efficace ed un’occasione utile per riannodare i fili di un passato che oggi, purtroppo, per nostra colpa e vergogna, rischia di rimanere sepolto e confinato nella polvere degli archivi.

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